![]() |
A,B,C...
|
| A |
L'abbaio, contrariamente a ciò che si pensa, non è necessariamente
un'intimidazione. Esiste l'abbaio quale saluto al familiare, richiesta
di cibo e acqua, invito al gioco, richiamo, sfida verso altri cani, ecc.
Ogni motivazione ha una tonalità ed una frequenza diversa.
Allo stato selvaggio, l'abbaio è un messaggio che invita i cuccioli
a trovare un nascondiglio e gli adulti ad unirsi per combattere. L'attacco
vero e proprio è silenzioso (ne sono un esempio i cani-poliziotto
durante le aggressioni), così come silenziosa è la fuga.
Anche se l'abbaio è un normale comportamento canino, il cane che
abbaia eccessivamente è un animale con cattive abitudini. Le motivazioni
possono essere diverse:
Qualunque sia la causa psicologica dell'abbaiare eccessivo di un cane,
occorre tenere presente che il soggetto in questione ha la tendenza ad
essere "ansioso" ed a comportarsi in modo dominante verso i padroni.
Questi ultimi dovranno perciò imparare a "condurre il gioco"
in ogni occasione della vita, senza lasciare al cane l'ultima... "parola".
Una curiosità: esiste una razza canina selezionata in Africa, il
Basenji, che non abbaia.
Se con questa parola intendiamo una vasta gamma di sentimenti quali
amore, fedeltà, gioia, dolore, devozione, paura, gelosia, coraggio,
curiosità, disperazione, dobbiamo affermare che il cane possiede
un'anima estremamente ricca. Se intendiamo ciò che i parapsicologi
identificano con la parola "anima", sembra che sia possibile
una trasmissione del pensiero. inoltre essi affermano che alcune popolazioni
dell'Africa meridionale si servono di Levrieri che, quali rabdomanti, riescono
a percepire la presenza di acqua. Alcuni cacciatori sostengono che i loro
cani riescono a captare, mediante onde radio, emanazioni della selvaggina.
Per quanto riguarda la concezione religiosa dell'anima, citiamo le parole
del teologo Don Fusaro: "Credo che anche per i cani esiste un premio
nell'aldilà".
Possiamo concludere che il cane possiede un'anima ricca e sensibile, il
cui maggior pregio è che, a differenza di quella umana, è
incapace d'ingannare e di tradire.
Il cane, a differenza dell'uomo, possiede ghiandole sudoripare solo sotto i polpastrelli, per cui in caso di caldo eccessivo, per poter riequilibrare la temperatura corporea, spalanca la bocca e lascia penzolare la lingua in modo che il raffreddamento avvenga tramite l'evaporazione della saliva. Quindi per mantenere costante la sia riserva di liquidi, beve più del normale.
I cani che rosicchiano, leccano, mordicchiano o si grattano alcune parti
del corpo, purché non siano affetti da infestazioni parassitarie
o da problemi dermatologici, sono degli introversi: sfogano le loro frustrazioni
su sé stessi piuttosto che all'esterno.
Di solito i padroni di questi cani si comportano o con troppa sollecitudine
o con troppa noncuranza nei loro confronti. La cura migliore è la
distrazione dal problema e se il cane è sollecitato ad "automutilarsi"
in presenza del padrone, questi dovrà cercare di attirare l'attenzione
dell'animale giocandoci, tirandogli una palla, ecc. Qualora il padrone
fosse una persona troppo apprensiva e protettiva dovrà evitare di
coccolare troppo il cane ed imparare a lodarlo e carezzarlo soltanto dopo
un esercizio di addestramento all'obbedienza compiuto correttamente.
| B |
La pelle del corpo del cane possiede delle ghiandole sebacee che, pur non emettendo sudore, producono del sebo che agisce quale protettore da freddo, umidità e caldo eccessivo. Bagni troppo frequenti potrebbero danneggiare il pelo, facendogli perdere la naturale lucentezza e la sua proprietà autopulente, richiedendo così la necessità di lavaggi sempre più ravvicinati.
I motivi per cui i cani si divertono a scavare buche sono diversi. In
primo luogo occorre tenere presente che il cane è un emulatore:
chi si dedica al giardinaggio ha costatato che il suo cane scavando ha
spesso distrutto ore del suo duro lavoro.
Il cane può scavare anche nel tentativo di fuga da un recinto o
da un cortile o per dare la caccia a dei roditori. Alcuni cani hanno la
tendenza a scavare buche per poi sdraiarvisi dentro per creare un giaciglio
più fresco.
Le cagne gravide, ed anche quelle in gravidanza immaginaria, spesso scavano
buche simili ad una tana.
| C |
A razze
diverse corrispondono diverse forme, tipi e modi di portare la coda.
I cuccioli nei primi giorni di vita non scodinzolano. Verso la sesta-settima
settimana (dato puramente statistico, variabile da una razza all'altra
e da un individuo all'altro), quando incominciano le prime zuffe per accaparrarsi
il latte materno, il movimento della coda si fa evidente. Sembra che il
motivo risieda in uno stato conflittuale : da un lato la gioia di attaccarsi
al seno materno, dall'altro il timore che la vicinanza di altri cuccioli
possa minacciarne la conquista. Stessa cosa accade allo stato selvaggio
quando i cuccioli, divenuti più grandini, elemosinano il cibo dagli
adulti.
Unitamente ad altri atteggiamenti del corpo, il cane dimenando la coda
crea un vero e proprio linguaggio, spontaneo e sincero.
Quanto più il cane è euforico, tanto maggiore sarà
la frequenza dello scodinzolare.
Oltre a segnali visivi, la coda permette la trasmissione di segnali odorosi
tramite le ghiandole anali che vengono ritmicamente schiacciate con il
movimento caudale.
Il cane allegro scodinzola per far sentire il suo odore. Quello impaurito
abbassa la coda per coprire l'ano ed i genitali. Il cane sottomesso (coda
bassa) compie movimenti ampi e rilassati, mentre quello dominante (coda
eretta) compie movimenti corti e secchi per aumentare i suoi odori anali,
che l'uomo non è in grado di avvertire, ma per il finissimo odorato
canino ciò assume un'importanza rilevante nei rapporti sociali.
E' da considerare un campanello d'allarme il cane che, girando velocemente
in tondo, tenta di rincorrere la propria coda (Vedi "Automutilazione")
tranne il caso in cui l'animale presenti un fastidio dovuto a ferite o
ad altri problemi di carattere medico. Questo comportamento è di
solito indice di noia, frustrazione e soprattutto di solitudine, fatta
eccezione per gli sporadici episodi nei cuccioli, per i quali la coda non
è che uno stimolo di gioco.
Molti si chiedono perché è previsto per alcune razze il taglio
della coda. Le motivazioni sono diverse e risalgono ad epoche remote. Prendiamo
ad esempio il Bobtail. Nel 1700 i bovari proprietari di questi cani
usavano tagliare loro la coda perché gli esattori potessero riconoscerli
come cani da bovaro, esenti dall'imposta che gravava invece sui cani di
lusso.
Per alcune razze da combattimento la coda veniva amputata per evitare una
facile presa da parte dell'avversario, mentre per alcuni cani da caccia
questa tecnica veniva usata perché essi potessero muoversi meglio
nella vegetazione fitta, evitando così d'impigliarsi e di ferirsi.
Il taglio della coda viene effettuato di solito nei primi giorni di vita:
a questa età l'intervento è indolore.
I riflessi del cane possono riunirsi in 3 categorie: riflessi incondizionati
o innati (come ad esempio quello del cucciolo di dirigersi od orientarsi
verso tutto ciò che è caldo), riflessi condizionati, o appresi,
di 1° tipo, riflessi incondizionati di 2° tipo.
A circa tre settimane di vita nel cane appaiono i primi segni di condizionabilità.
Lo studioso Pavlov constatò che vari stimoli (campanello,
luce, contatto, ecc.) usati da 5 a 20 volte associati alla carne, inducevano
poi da soli a far salivare il cane. Con questo condizionamento (1°
tipo) stimoli in precedenza senza significato (campanello, luce, contatto)
producono funzioni automatiche nel cane: il cane non decide di salivare
(o di essere felice o arrabbiato).
Con il riflesso condizionato di 2° tipo a determinati stimoli si ottiene
una risposta motoria intenzionale. Se alla corretta esecuzione di un comando
si farà seguire una carezza, un premio o un gioco divertente, il
cane imparerà preso ad eseguire da solo l'ordine al suono di quella
precisa parola.
L'addestramento si avvale proprio di questo tipo di condizionamento, utilizzando
però anche la memoria, l'intelligenza e la capacità di apprendimento
del cane.
Nella specie umana maschi e femmine sono sessualmente attivi tutto l'anno.
Nei cani ciò e valido solo per i maschi, e le femmine, invece, lo
sono solo durante il periodo del calore (e soltanto per una decina di giorni),
che avviene due volte all'anno.
Nella prima fase del calore (pre-estro), la femmina diventa irrequieta,
beve più del solito e orina spesso quando è fuori per attirare
i maschi con il proprio odore.
Questi ultimi, passando, annuseranno intensamente l'urina, poi alzeranno
la testa fissando il vuoto concentrati al pari di un assaggiatore di vini
d'annata, poi incominceranno a cercare la femmina.
Il pre-estro dura circa 9 giorni, durante i quali la femmina caccia eventuali
maschi che tentino degli approcci, arrivando addirittura a morderli. Non
è contraddittorio il fatto che la femmina orini per richiamare dei
corteggiatori per poi cacciarli minacciosamente: il suo intento è
attirare dei pretendenti perché possa disporne al momento cruciale.
Nella seconda parte del calore, estro, la femmina è pronta per essere
fecondata. Anch'esso dura circa 9 giorni. in questo periodo la femmina
comincia a corteggiare il maschio avvicinandosi e ritraendosi più
volte. Nel caso (improbabile) che quest'ultimo dovesse ignorarla, gli saltellerà
intorno, gli darà delle zampate ed arriverà anche a montarlo.
Accettato l'invito i due si annuseranno reciprocamente e si leccheranno
intorno al naso, le orecchie e quindi la zona anogenitale. Poi il maschio,
portandosi al lato della femmina, le poggerà la testa sulla schiena,
come per chiederle un assenso. Se la femmina resterà immobile e
sposterà lateralmente la coda per esporre i genitali, il maschio
si girerà di scatto ed effettuerà 'l'accoppiamento vero e
proprio.
Può succedere che cagne particolarmente dominanti preferiscano un
compagno piuttosto che un altro, come succede per i lupi. La ragione di
ciò risiede nel fatto che esse istintivamente, per la conservazione
della specie e per migliorare la stessa, intendano accoppiarsi con un soggetto
della loro stessa tempra, ed anche perché, essendo la monta un atto
di sottomissione, non intendono assoggettarsi ad un individuo socialmente
inferiore.
La gravidanza della cagna dura circa due mesi. Alla nascita i cuccioli
sono sordi e ciechi. Il loro peso varia a seconda della razza. Essi trascorrono
il 10% del tempo a succhiare il latte ed il restante 90% a dormire. Verso
il 12°-13° giorno (a seconda dei soggetti e della razza) essi aprono
gli occhi ed al 20° giorno circa il loro udito è già
sviluppato. in questo periodo cominciano a scodinzolare, ad abbaiare e
si allontanano dalla cuccia per i loro bisogni fisiologici. Il loro ritmo
di crescita è sorprendente: ad un mese di età, qualora il
loro sviluppo sia avvenuto normalmente, hanno raggiunto un peso 7 volte
superiore a quello della nascita. Ad un mese e mezzo la cucciolata è
già organizzata come un branco in cui i più forti e dominanti
"attaccano" i più deboli e sottomessi.
Nel cane domestico allo svezzamento provvede l'uomo, ma nel cane selvatico
provvede la madre che, dopo una battuta di caccia, mangia la preda e poi
torna dai piccoli. Questi, attratti dall'odore del cibo, le leccano il
muso ed essa rigurgita il cibo predigerito per alimentare i suoi piccoli.
Questo comportamento può sembrare disgustoso, ma le donne primitive
svezzavano i loro piccoli in modo analogo: masticavano il cibo per poi
passarlo dalla loro bocca a quella dei bambini. Sembra che i baci amorosi
traggano origine da questo comportamento materno affettuoso. Dire quindi
che quando il cane lambisce il viso al suo padrone, oltre ad assumere un
atteggiamento di sottomissione, vuole dare una dimostrazione d'affetto
pari ad un bacio, è quanto mai vicino alla realtà.
Tipica del cucciolo è la così detta "attività
distruttiva". Nel cane adulto è un comportamento da "cane
problema", ma nel cucciolo (anche se da correggere) è naturale.
Molteplici sono i motivi che spingono un cucciolo ad afferrare, rosicchiare
e scuotere vigorosamente come una preda da uccidere tutto ciò che
è a loro portata. in primo luogo c'è da considerare il problema
della dentizione. Altro stimolo è la curiosità: il cane esplora
ed impara a conoscere il mondo circostante usando la bocca così
come noi usiamo le mani. Altra componente importante è la fase di
vita del cucciolo. Esso attraversa età in cui allo stato selvaggio
i membri del branco (in questo caso l'uomo) hanno l'abitudine di portare
ossa e grossi pezzi di carne ai cuccioli. le pantofole, lo zerbino di casa,
gli occhiali, un foglio di carta, rappresentano per il cucciolo dei "regali"
disseminati in giro perché il piccolo possa giocare. Le nostre sgridate,
anche se giuste e motivate, rappresentano per il cagnolino un'ingiusta
punizione e si sentirà sicuramente disorientato nel suo tentativo
di inserirsi in un branco "umano".
Un suggerimento: dopo il giusto "no!" o "lascia!"
sostituite l'oggetto dei suoi interessi con un osso, un giocattolo o una
vecchia pantofola. in questo modo il cucciolo imparerà in fretta
a distinguere i nostri "regalini" di sua competenza dagli oggetti
"vietati".
La scelta del cucciolo non è cosa facile. Ogni soggetto ha una sua
personalità che ben si adatta ad alcune esigenze specifiche di vita,
mentre è negato per altre. Ad esempio un cucciolo dal carattere
esuberante può essere indicato per un bambino di 10 anni, ma non
può esserlo per una persona anziana. Per aiutarvi nella scelta riportiamo
il test di Campbell.
E' una dote estremamente viva nel cane e ne consente l'addestramento
anche in età avanzata.
La curiosità del cane si dimostra già all'età di 15
giorni, quando il cucciolo comincia ad esplicare la sua attività
investigativa annusando il mondo che lo circonda.
Le passeggiate non sono soltanto una scusa per scaricare l'esuberanza,
ma anche e soprattutto un modo per appagare la curiosità esplorando
ed interessandosi di tutto ciò che incontra nel suo cammino.
| D |
Molte volte i cani, specie se dominanti e di sesso maschile, dopo aver
defecato hanno l'abitudine di grattare il terreno con le zampe, come per
rimuovere il terreno. Con questo comportamento il cane non intende coprire
gli escrementi come fa il gatto, né sparpagliarli come fa l'ippopotamo
con la coda. La ragione è che egli vuole "marcare" il
territorio: con le ghiandole sudoripare poste tra i polpastrelli delle
zampe, imprime dei personali messaggi sul terreno.
Siamo in presenza ancora una volta di un vero e proprio linguaggio canino.
La dentatura
di un cane (a seconda della razza) può essere a forbice, a tenaglia,
prognata.
Verso i 4-6 mesi il cucciolo cambia i denti. intorno ad un anno di età
tutti i cani hanno completato la dentizione.
Il cane dominante quando vede minacciata la sua posizione, prima di ricorrere alla forza assume il seguente atteggiamento minaccioso che, da solo, basta a sedare una rivolta:
Questo è l'atteggiamento che assume il cane dominante quando
vede minacciata la sua posizione gerarchica.
Esistono anche altri rituali. Ad esempio ponendosi di traverso davanti
all'avversario come per sbarrargli il passo e fermandoglisi davanti ostinatamente.
Qualora egli volesse rimarcare la sua posizione dominante, poterà
appoggiare le zampe anteriori sulle spalle dell'altro.
Altro modo di dimostrare la superiorità è quello di muoversi
come per lanciarsi sull'avversario senza però portare a termine
la minaccia, oppure di accucciarsi facendosi però vedere molto bene
dall'altro cane come per tendergli un'imboscata.
In un branco tali atteggiamenti non sono molto frequenti, in quanto la
posizione gerarchica è già ben definita ed i rapporti tra
i membri sono piuttosto amichevoli.
| F |
Spesso la fuga ha motivazioni sociali: bisogno di compagnia di altri
animali o dell'uomo. Un altro stimolo è di natura sessuale. L'odore
di una cagna in calore (per un maschio) o il desiderio di accoppiarsi (per
una femmina in calore).
Anche quando un cane vive in un luogo isolato, privo di rapporti sociali,
o troppo angusto può provare il desiderio di fuggire alla ricerca
della libertà.
Le fughe possono anche scaturire da un errato rapporto cane-padrone. Campbell
in proposito sostiene: "Molte volte si tratta di soggetti iperdipendenti
o privi di un rapporto di subordinazione-guida con il padrone".
Per questo tipo di animali è di fondamentale importanza l'addestramento
all'obbedienza per poter ristabilire il giusto ruolo del padrone, mentre
nell'ambito domestico, quando il cane manifesta un "capriccio"
(ad esempio desiderio di carezze, bocconcini, ecc.) il proprietario dovrà
impartire un ordine appreso durante il corso di addestramento, dirgli "bravo"
quando obbedirà, e poi tornare a fare ciò che stava facendo
prima che fosse importunato.
Se nel cucciolo l'appropriarsi degli oggetti
del padrone rappresenta un naturale istinto (sia pure da correggere) ed
un tentativo d'inserimento nel branco umano, nel cane adulto si può
ravvisare una mancanza di rispetto per la dominanza sociale del padrone.
Se poi, nel tentativo di togliere di bocca al cane l'oggetto "rubato"
si effettua il gioco del "tira e molla", le cose si complicano
ulteriormente: l'animale, provando soddisfazione nella contesa, sarà
ancora più spinto al furto.
Per correggere un cane di questo tipo occorre innanzi tutto un corso di
obbedienza per ripristinare il rapporto sbagliato cane-padrone. Poi, qualora
nell'ambito domestico si verifichino ancora casi di questo tipo il proprietario
potrà usare un sistema preventivo: guardando un oggetto dire con
voce autoritaria: "Non toccarlo" e far seguire subito
lodi e carezze alla risposta positiva del cane, o se si dovesse sorprendere
il cane nell'atto di rubare, impartirgli uno degli ordini appresi durante
il corso di addestramento ("resta", "vieni", "seduto"...),
ordinare al cane di lasciare l'oggetto e poi lodarlo.
| G |
Il cane è un animale gregario. Il branco è per lui organizzato
come una scala gerarchica piramidale al cui vertice è il capo-branco
(di solito il più anziano) e via via quelli di grado inferiore.
Esiste una gestualità canina che costituisce un vero e proprio linguaggio
mediante il quale il cane sottomesso riconosce l'autorità di quello
superiore (dominante): lascerà che venga
ispezionato dal dominante la sua area anogenitale, non urinerà là
dove l'altro ha già "marcato" il territorio, al ringhio
risponderà scodinzolando, resterà fermo mentre l'altro si
allontana, accetterà il gesto di monta (che non ha valore sessuale)
quale atto di sottomissione, mostrerà il collo ed i genitali (ossia
le parti più vulnerabili) sdraiandosi a terra. Tutti questi atteggiamenti
di sottomissione fanno sì che qualsiasi ostilità da parte
del cane dominante cessi, avendone riconosciuto la superiorità.
In molte occasioni il cane adotta questo suo "linguaggio" con
l'uomo, accettandolo gerarchicamente quale suo capo-branco.
La curiosità ed il desiderio di giocare
sono tra gli stimoli principali del cane che lo rendono idoneo all'apprendimento.
Già all'età di 3-4 settimane di vita il cane comincia a giocare:
prende in bocca gli oggetti, gioca alla lotta, alla caccia, cerca di afferrare
la propria coda. Per la sua formazione psicologica
e per il suo giusto inserimento nel branco umano e canino deve giocare
e molto. Contrariamente a ciò che alcuni pensano, giocare a lotta
con il cane non vuol dire aumentarne l'aggressività, al contrario:
le nostre mani che, come "bocce canine" lo afferrano, lo stringono,
lo rovesciano a pancia in aria (posizione di subordinazione), fanno comprendere
al cane che è impossibile sopraffare il "capo-branco".
Qualora il gioco dovesse divenire troppo pesante ed il proprietario dovesse
sentire di essere sul punto di essere sopraffatto, si dovrà o inventare
immediatamente un altro gioco (ad esempio estrarre all'improvviso dalla
tasca una palla e tirarla) o comunque distrarre l'attenzione del cane,
o smettere di giocare con un "basta!" che dovrà
essere rispettato: il cane deve accettare che il padrone decide di interrompere
qualsiasi attività, del resto anche i suoi genitori, quando era
cucciolo, facevano altrettanto. Qualora i morsi nel gioco fossero un po'
troppo vigorosi, non bisogna colpire il cane, punirlo o sgridarlo:
significa soltanto che l'animale non ha ancora imparato a dosare il morso.
Dire semplicemente "no" e poi continuare a giocare
con lui.
I cani si servono di un vero e proprio linguaggio gestuale per invitare
al gioco. il più classico è il così detto "inchino":
l'animale, lasciando la parte posteriore del corpo sollevata, flette la
metà anteriore con le zampe davanti allungate e guardando il compagno
di gioco con aria allegra, compie dei piccoli movimenti in avanti. Se l'invito
è rivolto ad un altro cane, questo di solito, recepito questo messaggio,
comincia a correre fingendo una fuga. Durante l'inseguimento spesso i ruoli
cambiano e l'inseguito diventa l'inseguitore.
Altro segnale di invito al gioco è una specie di sorriso: il cane,
con la bocca leggermente aperta, pur senza mostrare i denti, stira le labbra
fin quasi alle orecchie.
Due segnali di invito al gioco traggono origine dal comportamento del cucciolo
per alimentarsi al seno materno: dare delle musate e sollevare una zampa
eseguendo dei movimenti verso il basso.
Il cane può invitare a giocare anche portando un oggetto e depositandolo
davanti.
Tipico di cani molto vivaci, specie dopo che sono stati rinchiusi, è
quello di invitare al gioco girando vorticosamente su se stessi, inframmezzando
queste "piroette" con degli inchini, poi correre via saltellando,
come per farsi notare. Questa specie di "danza" è adottata
anche dai lupi che affascinano le loro vittime e le rendono più
facili da conquistare.
I cani adulti, per invitare al gioco un cucciolo od un cane troppo sottomesso
o un soggetto di taglia molto piccola, intimorito dalla loro presenza,
si buttano a terra, con la pancia all'aria nella tipica posizione di sottomissione,
mettendo così a proprio agio il compagno di giochi.
I cuccioli devono giocare molto: cani che sono stati tolti dalla cucciolata
molto presto o che comunque non hanno socializzato abbastanza con i propri
simili, sono da adulti animali che spesso scatenano delle zuffe, proprio
per non aver imparato a dosare il morso.
| H |
Inventore dell'Hot-Dog fu un certo H.M.Stevens. Egli aveva il compito di distribuire in uno stadio americano dove si disputavano partite di football roba da mangiare. il Würstel caldo era molto di moda, ma era complicato distribuirlo. Stevens allora ebbe l'idea di riscaldare dei panini lunghi nei quali aveva messo, insieme alla salsiccia, della senape piccante. Quei panini vennero chiamati "Red-hots", ossia "panini rossi piccanti". nel 1903 un disegnatore di vignette sportive, Tad, disegnò un panino con dentro un bassotto: anch'esso era rosso, lungo e tedesco e chiamò il panino "hot-dog". In seguito qualcuno ipotizzò che nel panino ci fosse veramente della carne di cane e le vendite diminuirono notevolmente. La Camera di Commercio emise quindi una dichiarazione che bandiva il temine "Hot-Dog" da ogni pubblicità. Trascorso del tempo però, il termine riprese ad avere un uso comune ed attualmente quel tipo di panino viene chiamato "hot-dog" in tutto il mondo.
| I |
Il cane è dotato di un forte istinto imitativo, anche se non mimetico come le pecore o alcuni uccelli. Egli emula spesso il padrone: vederlo lavorare in giardino stimola in lui il desiderio di scavare buche. Essendo dotato di una memoria associativa è spinto a ripetere le esperienze positive e ad evitare quelle negative. Il cane apprende con facilità per imitazione: il cane da caccia imiterà presto un suo simile nell'attività venatoria, così come un cane da pastore od un bovaro imiteranno altri cani bravi nel riunire, condurre e sorvegliare pecore o mandrie. Anche nell'addestramento all'obbedienza si è notato che cani particolarmente dotati, avendo assistito in qualità di spettatori ad alcune lezioni, si sono dimostrati "alunni modello", in grado di compiere senza insegnamenti alcuni degli esercizi svolti precedentemente il loro presenza.
Il cane che insegue automobile, biciclette, persone che corrono, può
essere spinto a questo tipo di comportamento da diverse motivazioni. Innanzi
tutto occorre tener conto dell'istinto predatorio: il cane allo stato selvaggio
deve inseguire la preda e catturarla se vuole mangiare. un altro motivo
che può spingere il cane ad inseguire un'automobile od altro veicolo,
può essere causato da uno spavento avuto (ad esempio lo scoppio
del tubo di scappamento o il lancio di un oggetto da un'auto in corsa.
Un cane iperprotettivo può essere
spinto ad inseguire per un eccesso di territorialità, che non si
limita ai confini della proprietà.
In tutti questi casi il padrone deve:
a) Riconquistare la sua posizione di capo-branco con un corso di obbedienza,
unitamente alla "Routine del Buon
Umore".
b) Evitare: frustrazioni quali il legare il cane a catena o relegarlo in
un recinto (lo stimolo dell'auto che passa e la sua limitazione non fanno
che accrescere il desiderio di rincorrere), vagabondaggi del cane, manifestazione
di ostilità del padrone verso veicoli, ecc
Non bisogna confondere l'innato istinto di difesa del cane con un comportamento
esageratamente protettivo. in quest'ultimo caso il ruolo del cane è
stravolto: da dipendente dal padrone, egli assume il ruolo di responsabile
dello stesso. un animale di questo tipo più che eseguire determinati
ordini, si limita ad obbedire quando ne ha voglia. I motivi che
rendono un cane iperprotettivo sono molteplici: gelosia del padrone, ambiente,
reazioni fisiche ed emotive esagerate del padrone ai primi sintomi di aggressività
del cane nei confronti di sconosciuti o di altri cani.
Il cane iperprotettivo del padrone o di se stesso è sostanzialmente
un animale insicuro e timoroso e che, in qualità di capo-branco,
non aspetta l'ordine del padrone per proteggerlo, ma è lui a decidere
con chi e quando reagire. il cane inoltre è in grado di percepire
l'insicurezza del padrone. L'ansia che questi rivela quando si presenta
una situazione che potrebbe scatenare l'aggressività del cane, non
fa che accrescerne l'insicurezza e la possibilità di una reazione
indesiderata.
Ad un cane iperprotettivo occorre innanzi tutto un corso di obbedienza
per ristabilire il ruolo del padrone, mentre nell'ambito domestico si dovrà
procedere come già detto per il cane che tenta di fuggire: ad un
"capriccio" del cane (ad esempio carezze, biscottini, ecc..),
il proprietario dovrà impartire un ordine appreso durante il corso
di addestramento, dirgli "bravo" quando obbedirà,
e poi tornare a fare ciò che stava facendo prima che fosse importunato
dal cane.
Comunque ciò che manca o è sopito nella personalità
di un cane Iperprotettivo è l'umorismo. Come sostiene Campbell,
in questo caso bisogna usare la così detta "Routine
del Buon Umore". Essa consiste in un controcondizionamento distraente
e di un "circuito festoso" al momento del verificarsi di uno
stimolo iperprotettivo. Inoltre il padrone dovrà imparare a "cambiare
le carte in tavola" e divenire lui il "direttore d'orchestra":
in ogni circostanza della vita (compresi coccole e giochi) dovrà
essere lui a stabilire il "se", il "quando" e il "come".
| L |
L'uomo nella sua lunga convivenza con il cane, ha selezionato le diverse
razze canine, avvalendosi delle diverse attitudini al lavoro.
Alcuni tipi di cani, se vengono repressi nel loro naturale istinto per
il quale sono stati selezionati (caccia, guardia, ecc.) e vengono trattati
soltanto come cani da grembo senza una mansione da svolgere, possono arrivare
ad acquisire problemi comportamentali.
Ed ora una curiosità: come mai i cani da pastore sono tanto bravi
nel radunare le pecore? Essi seguono lo stesso istinto dei loro avi: i
lupi. Questi ultimi, raggiunta la preda, la circondano muovendosi a ventaglio.
il cane pastore, da solo, cerca di comportarsi, accucciandosi e correndo
da una parte all'altra, come un intero branco di lupi le cui 4 regole sono
le seguenti:
La cosa più difficile che un pastore deve insegnare al proprio cane è far allontanare le pecore da lui: il "lupo alfa" non darebbe mai l'ordine di spingere la preda lontano da lui.
Il leccare, oltre che gesto di pulizia (il cane lecca le sue parti sporche
o malate) può essere un gesto amichevole ed affettuoso. la fattrice,
dopo aver messo al mondo il cucciolo, lo pulisce e lo tranquillizza leccandolo.
Il cane che lambisce il viso al suo padrone (Vedi Cuccioli),
oltre ad assumere un atteggiamento di sottomissione, vuole dare una dimostrazione
di affetto pari ad un bacio. Ma un cane che ha il vizio di leccare le persone
come un'ossessione rivela un problema comportamentale. Per quanto riguarda
il vizio di leccarsi vedere Automutilazione.
Il vizio di leccare può rivelare o un carattere estremamente sottomesso
(il cane lecca come il cucciolo lecca sotto al muso un adulto dominate
per comunicargli "sono piccolo ed innocuo"), o dominante. In
quest'ultimo caso o il cane cerca di attirare le attenzioni del padrone,
oppure tenta di calmare dei sentimenti di dominanza nei confronti dello
stesso. In entrambi i casi è consigliabile un corso di addestramento
all'obbedienza: il cane troppo sottomesso riprenderà fiducia in
se stesso, il dominante imparerà a sottomettersi agli ordini del
padrone. Occorre inoltre evitare che il cane continui in queste sue manifestazioni
ordinandogli "basta" o allontanandosi da lui o
cercando, quando comincia a leccare, di offrirgli uno stimolo distraente:
dargli un osso, tirargli una palla, ecc.
I cuccioli dormono accoccolati accanto al corpo della mamma. i cani vedono il loro padrone, maschio o femmina che sia, come la loro mamma (i cani restano fondamentalmente degli eterni cuccioli) e come il loro capo-branco, al quale cercano di stare il più vicino possibile. Se il cane dormirà in casa, cercherà il posto più vicino alla stanza da letto e se verrà lasciato all'aperto si accoccolerà davanti alla porta d'ingresso. E' da notare che se il cane è allontanato dal padrone durante la notte, si sentirà come estromesso dal suo branco adottivo. non è però consigliabile (e neppure igienico) lasciar dormire il cane sul letto del padrone. Il capo-branco infatti se è veramente dominante, non permette a nessuno di dividere con lui il suo giaciglio
| M |
Un cane, che disponga o no di illustri natali, qualunque sia il suo
aspetto esteriore, è pur sempre un essere meraviglioso, capace di
dare un amore che l'uomo non saprà mai eguagliare.
Occorre
chiedersi: chi è il capostipite del cane "blasonato"?
non è forse frutto dell'incrocio di due o più razze, che
a loro volta discendono, come sostengono alcuni, dall'unione del lupo e
dello sciacallo; non è quindi anch'esso un... "bastardo"?
"Bastardo" è una parola che a noi non piace perché
spesso usata in senso dispregiativo per indicare un figlio illegittimo
o un animale nato occasionalmente e quindi ben diverso da quelli che, con
tanto di pedigree, vengono a volte ostentati nelle gare cinofile per vantarsi
di loro come ci si vanterebbe di una splendida macchina in una gara automobilistica
e non per dimostrare, come giustamente sostengono i veri cinofili, la cura
impiegata nella selezione onde ottenere dei soggetti "tipici"
rispondenti cioè a determinate caratteristiche esteriori (altezza,
colore e consistenza del mantello, portamento della coda e delle orecchie,
ecc.) a cui corrispondono attitudini, temperamento e tendenze comportamentali
ben delineate, tali da non tradire le aspettative da chi desidera instaurare
con il proprio cane un particolare feeling. Noi comunque non parleremo
di bastardi, ma di "meticci". Una classificazione sia pure approssimativa
dei meticci è compito quanto mai arduo. Pierre Megnin, cinologo
francese, ha effettuato la seguente distinzione, tenendo conto soprattutto
delle linee della testa: lupoide, braccoide, molossoide, graioide,
a seconda che si possano ravvisare delle somiglianze al lupo, al bracco,
al molosso (es. Rottweiler, Alano, Bulldog, mastino napoletano, ecc) o
al levriero. Si potrebbe tentare di distinguere i meticci in "cani
da compagnia" o da "utilità", ma anche questa distinzione
è quanto mai empirica.
Il gesto di monta non ha soltanto un valore sessuale. Tra due maschi che giocano è un tentativo di dominanza, tra cuccioli è un gioco. Ma il cane che ha l'abitudine di manifestare atteggiamenti di monta nei confronti del proprio padrone è da correggere immediatamente. in primo luogo questo gesto può assumere il significato di sottomissione e quindi occorre innanzi tutto effettuare un corso di addestramento all'obbedienza per rendere subito chiaro al cane chi è che comanda, poi si cercherà, ogni volta che il cane assumerà un'espressione che prelude ad un gesto di monta, di occuparlo in alte attività: gioco, esercizi di obbedienza, ecc, in modo da distrarlo.
Il cane usa la bocca così come noi usiamo le mani. Giocando a
lotta con un suo simile, esso impara a dosare il morso ed a prendere coscienza
delle sue possibilità e della sua forza. E' anche per questo motivo
che un cane che non ha socializzato abbastanza da giovane con i suoi simili
è un potenziale cane-problema, oltre che un probabile cane mordace.
Molto spesso si può notare che un cane delicatamente ed affettuosamente
prende in bocca, mordicchiandolo, il muso di un altro cane. Un animale
molto affezionato spesso si comporta nello stesso modo con la mano del
suo padrone. Si tratta di un tenero saluto o di un affettuoso invito al
gioco, da non confondere con un morso dato da un cane mordace.
Se alcuni movimenti sono legati ad un riflesso condizionato di dolore (punizione
fisica) spesso il cane è portato a mordere: un cane picchiato sul
muso può ad esempio mordere la mano tesa di chi intendeva accarezzarlo.
Un cane può diventare mordace anche se da cucciolo è stato
tormentato per gioco.
Anche l'animale molto dominante e quello sottoposto
a restrizioni che limitano la sua libertà (Vedi Fuggire)
possono essere cani mordaci.
In tutti i casi la terapia da seguire è la stessa suggerita nella
predette patologie, fermo restando che un cane mordace per paura dovrà
essere avviato ad un tipo di addestramento all'obbedienza che lo aiuti
a riprendere fiducia in se stesso e nelle sue capacità di autodifesa.
| O |
Il cucciolo appena nato è già in grado di percepire gli
odori.
L'olfatto è il principale senso del cane. Esso contiene 220 milioni
di cellule olfattive, contro i 5 milioni dell'uomo e può percepire
l'odore della selvaggina a 200-300 metri, e quello umano a 400-500 metri
di distanza. Si può quindi dire che il cane "vede" il
mondo con il naso. Esso è in grado di "conoscere il passato"
attraverso l'odorato: annusando il padrone, i suoi abiti, la sua auto,
esso riesce a capire in quali ambienti egli sia stato, quali tipi di persone
gli si siano avvicinate, ecc.
Annusando la zona anogenitale di un suo simile il cane riesce a capirne
l'età, l'umore, lo stato di salute, la posizione gerarchica. In
un branco il maschio dominante ha il diritto del controllo della zona anogenitale
degli altri maschi inferiori, delle femmine e dei giovani, questo cerimoniale
avviene anche quando due soggetti sconosciuti si incontrano.
| P |
Un cane pauroso o timido non è necessariamente un animale sottomesso.
Di fronte ad uno stimolo di paura un soggetto di questo tipo può
anche abbaiare, ringhiare, mordere, urinare. Il cane mordace per paura,
se affrontato indietreggia fino a che non ci si volta, poi azzanna. Al
guinzaglio è estremamente aggressivo, mentre da libero ostenta la
classica "criniera" del cane dominante per poi scappare.
I motivi per cui un cane è pauroso o timido sono diversi: accoppiamenti
scriteriati (la paura è a volte ereditaria), trattamenti duri ricevuti
da cucciolo, traumi subiti.
Qualunque sia la causa della paura o della timidezza, soggetti con queste
caratteristiche necessitano di molta pazienza ed affetto, nonché
di socializzazione ed addestramento. La maggiore difficoltà consiste
nel sapersi dominare ed evitare punizioni di qualunque tipo. E' consigliabile
con questi cani mettere in pratica la "Routine
del Buon Umore". Di fronte ad uno stimolo di paura (ad esempio
uno sconosciuto) il proprietario dovrà attirare l'attenzione del
cane giocando o impartendo degli esercizi di obbedienza (ma senza usare
un tono di voce duro), come se lo stimolo della paura non esistesse e poi
coinvolgere la persona sconosciuta nel gioco.
Dopo i primi segni di miglioramento, qualunque errore del padrone genera
una regressione, pertanto i proprietari di questi animali per ottenere
risultati validi e durevoli, dovranno adottare costanza, pazienza e self
control.
Il cane possiede una psiche piuttosto complessa. Alla luce dei più
moderni studi psicologici fino ad oggi eseguiti, parlare solo di istinto
è quanto mai errato. La sua sensibilità lo rende estremamente
emozionabile: la gelosia, la permalosità, il coraggio, la fedeltà,
la pietà, la paura, la devozione, egli li vive in modo estremamente
intenso.
Il cane pensa, riflette, ragiona.
Millenni di convivenza con l'uomo lo hanno portato a comprenderne il linguaggio
e, come sostiene Müller, in alcuni casi particolarissimi è
addirittura possibile la trasmissione del pensiero.
Dotato di una memoria prodigiosa e di una facoltà di osservazione
quanto mai viva, curioso e desideroso di conoscere e di sapere, il cane
si rivela come un essere dalla mentalità quanto mai complessa. La
figura del proprietario, al quale egli si sottomette e che rispetta con
riverente gratitudine, può arrivare a rasentare una forma di feticismo.
Conquistare però la giusta posizione nell'animo di un cane non è
sempre facile, poiché egli possiede un bagaglio personale di attitudini
comportamentali a seconda della selezione, del vissuto, dell'ambiente in
cui vive.
| R |
L'appartenenza di un cane ad una determinata razza è comprovata
da un certificato (pedigree), registrato e rilasciato in Italia esclusivamente
dall'E.N.C.I. (Ente Nazionale
Cinofilia Italiana).
L'iscrizione di cuccioli al libro delle origini (L.O.I.) è possibile
solo se entrambi i genitori sono stati a loro volta regolarmente registrati
e risultano appartenere alla medesima razza.
Scopo di tale rigorosa documentazione è quello di ottenere dei soggetti
"tipici", rispondenti cioè a ben precise caratteristiche
estetiche a cui corrispondono attitudini, temperamento e tendenze comportamentali
ben determinate.
Non tutti gli esemplari di una stessa razza sono identici. Molto dipende
dagli accoppiamenti: diverse linee di sangue possono dar luogo con differenti
caratteristiche morfologiche e caratteriali. E' da notare che sovente soggetti
scadenti e quindi poco rispondenti alle caratteristiche proprie di una
razza, sono frutto di accoppiamenti scriteriati.
Ognuno dovrebbe possedere un cane adatto alla propria personalità
per instaurare con lui il giusto rapporto.
| S |
Molte capacità del cane spesso attribuite a fenomeni extrasensoriali
(ESP), sono invece facilmente riconducibili a particolari meccanismi biologici,
ad un suo particolare sesto senso. Così avviene ad esempio quando
il cane riesce a ritrovare la strada di casa attraversando territori a
lui sconosciuti. Egli è in grado di avvertire le variazioni del
campo magnetico, infatti in presenza di potenti magneti tale capacità
diminuisce notevolmente.
La capacità di "predire" i temporali può invece
essere ricollegata ad un cambiamento della pressione barometrica e del
livello di elettricità statica. Anche i lupi, antenati del cane,
possiedono queste dote; una pioggia copiosa o un'inondazione potrebbero
essere fatali a loro e soprattutto ai cuccioli.
Il desiderio del cane di dormire accanto al padrone è stato già
trattato sotto la voce "Letto" .
Per dormire alcuni cani si acciambellano per tenere riparate le parti più
sensibili: addome, genitali, torace. Altri (tipo il Bulldog) assumono una
posizione "a rana" come i cuccioli, con l'addome appoggiato a
terra e le zampe posteriori distese all'indietro.
Il cane sogna e nel sonno agita le zampe come se corresse, ringhia, guaisce,
od emette dei piccoli suoni simili ad un abbaio.
| T |
Nel cane la sensibilità tattile risiede nel pelo, sulla cute
e sulle mucose. Le carezze sono per questo animale un fatto estremamente
gratificante.
Da esperimenti fatti è stato dimostrato che stimolando contemporaneamente
il cane con un suono, un'immagine ed una carezza, è quest'ultima
che ha la prevalenza sulle altre. E' pertanto rilevante, durante un corso
di addestramento, gratificare il cane che ha eseguito bene un comando,
oltre che con la parola "bravo" con una carezza.
Il cane possiede la nozione del tempo e non soltanto per quanto riguarda le ore dei pasti. Il bovaro è puntualissimo nel portare le mandrie alla pastura, così come il cane di casa comincia ad agitarsi quando è l'ora che il padrone torna a casa dal lavoro. Da studi effettuati sembra che il cane conosca anche il ritmo settimanale.
E' noto che il cane possiede il senso del territorio ed è proprio
questa sua naturale predisposizione che l'uomo ha sfruttato facendo di
lui il fedele custode della sua casa, della sua auto, delle sue proprietà.
Il cane "marca" (Vedi Urinare) il suo
territorio per segnalarne agli estranei il suo possesso. Quando un cane
entra in un territorio di competenza di un suo simile, di solito evita
di combattere, abbassa lo sguardo e finge d'essere intento in altra occupazione.
Un cane tenuto a catena diventa aggressivo e squilibrato e ciò perché
oltre ad essere privato del suoi naturali istinti di vivere vicino all'uomo
e di correre o di poter effettuare i suoi bisogni fisiologici lontano dalla
cuccia, vere ridotto al minimo il suo territorio.
| U |
L'istinto predatorio del cane non ha subito grossi mutamenti nel tempo.
Molto diverso è il comportamento che questo animale assume nelle
zuffe con i suoi simili, da quello del cane che tenta di uccidere un altro
animale. Nel primo caso di solito la lotta termina con un atto di sottomissione
del più debole, senza che questi sia seriamente ferito. Nel secondo
caso il cane affonda le zanne nelle parti più vitali della preda:
gola o ventre e di solito termina con un rapido quanto violento scuotimento
della vittima.
I sistemi correttivi adottati per evitare stragi di galline, pecore o altro,
possono essere diversi. Il metodo di riabilitazione più valido,
da doversi effettuare almeno tre volte a settimana e possibilmente due
volte (a distanza di diverse ora una dall'altra) nella stessa giornata
è l'applicazione della "Routine
del Buon Umore", la stessa che viene applicata per le zuffe, l'aggressività,
i cani mordaci e timidi o paurosi. Occorre cioè portare il cane
vicino ad uno stimolo predatorio e sostituire la risposta aggressiva dell'animale
con una allegra e giocosa, prima nei confronti del padrone, poi degli altri
animali. Il cane imparerà a comportarsi in maniera rilassata di
fronte ad uno stimolo predatorio giocando od eseguendo degli esercizi di
obbedienza.
Qualora il cane manifestasse l'istinto predatorio solo in presenza del
padrone, quest'ultimo dovrà, con opportuni suggerimenti dati nel
corso di addestramento, ristabilire il suo ruolo di capo-branco. Nell'ambito
domestico il padrone dovrà limitare carezze e coccole alla sola
risposta positiva di un esercizio di obbedienza ben eseguito. Questo come
primo passo per la riabilitazione. Terminata questa fase, si potrà
procedere, come precedentemente detto, con la "Routine
del Buon Umore".
L'udito,
subito dopo l'olfatto, è il senso più sviluppato nel cane.
Secondo alcune ricerche effettuate in Russia, il cane riesce a percepire
fino a 100.000 vibrazioni al secondo (Hz). Il cane riesce a sentire anche
gli ultrasuoni che per noi sono impercettibili.
Un rumore che l'uomo riesce a udire a 100 metri di distanza, il cane lo
ode fino a 400 metri. E' per questo che il cane riesce a distinguere i
passi o il rumore dell'auto del padrone da qualunque altro rumore di passanti
sulla strada.
Questa capacità uditiva il cane l'ha ereditata dal suo progenitore:
il lupo. Quest'ultimo è in grado di sentire l'ululato di un altro
lupo ad una distanza di 7 chilometri.
Varie sono, nelle differenti razze le forme, le dimensioni e il modo di
portare le orecchie. Il cane usa un suo linguaggio corporeo anche con la
posizione delle orecchie. Quando le porta dritte, ferocemente alzate, indica
che è arrabbiato. Se le tiene piatte contro la testa o all'indietro,
che è remissivo o impaurito.
La funzione principale dell'ululato è quella di riunire il branco
per una determinata azione. I lupi sono soliti ululare al mattino presto
e la sera al crepuscolo per richiamare i componenti del branco per la battuta
di caccia per procurarsi il cibo. I cani domestici, ricevendo cibo, cure
ed attenzioni dai loro padroni, vivono una vita da cuccioli ed è
per questo che essi ululano meno del loro antenato lupo.
L'ululato del cane è di solito indice di malinconia per essere stato
rinchiuso e lasciato da solo. La funzione è la stessa: attirare
l'attenzione degli altri membri del branco, un tentativo di coesione. Stesso
significato ha l'ululato del maschio che viene tenuto lontano dalla femmina
in calore: unirsi a lei.
Studi effettuati sull'ululato dei lupi hanno dimostrato che ogni soggetto
usa una sua personale variazione dell'ululato, differenza questa che permette
ad ogni branco di individuare un proprio membro.
L'ululato non è soltanto un messaggio di coesione, ma a volte viene
effettuato ai confini di un territorio. Questo per indicare agli altri
branchi che quel territorio è già occupato da un gruppo organizzato.
Ciò spiega perché a volte l'abbaio di un cane da guardia
termina con una specie di ululato.
E' divertente notare che a volte, se l'uomo si riunisce con i suoi simili
a cantare canzoni un po' malinconiche e cantilenanti, il cane si unisce
al coro ululando: fraintendendo la natura del canto, il cane vuole dare
il suo contributo al "branco umano" di cui egli ormai fa parte.
Urinando il cane lascia dei messaggi odorosi ben precisi. La femmina
in calore (Vedi Corteggiamento) vuole comunicare
ai maschi la sua disponibilità. Il cane non "marca" soltanto
il suo territorio, ma anche il suo "spazio vitale", che circonda
il duo territorio ed è quello che abitualmente frequenta.
Il maschio adulto urina con la zampa alzata in primo luogo perché
marcando oggetti verticali lascia dei segnali odorosi più durevoli
nel tempo: sul terreno verrebbero più facilmente cancellati calpestandoli;
in secondo luogo le emanazioni odorose, essendo in posizione più
elevata, ad altezza di muso di cane, sono più facilmente riconoscibili;
in fine perché la selezione dei punti verticali è più
facile di quella orizzontale che risulta meno individuabile.
I messaggi che un cane vuole lasciare marcando un territorio sono diversi.
Innanzi tutto egli vuole comunicare di avere il predominio su quella zona
e quindi scoraggiare gli altri maschi ad invadere il suo territorio. Altra
ipotesi della "marcatura" è l'intenzione di riunire soggetti
di sesso diverso.
Anche la femmina (specie se dominante) a volte
urina con la zampa alzata. Da una statistica risulta che un quarto di esse
usa questa "tecnica", solitamente in modo diverso: mentre il
maschio estende la zampa lateralmente, la femmina la rattrappisce sotto
il corpo.
Diverso è il modo di orinare: il cane dominante emette schizzi brevi
potenti, il cane molto sottomesso o timido, specie se vive in presenza
di maschi più energici, non alza neppure la zampa o la tiene appena
sollevata.
Il cane adulto non urina mai in casa, eccezione fatta se arriva un amico
con un cane e soprattutto se è presente una cagna in calore.
Un cane che ha il vizio di urinare, a meno che non si tratti di un soggetto
giovane non ancora educato o di una animale affetto da patologie mediche
o vittima di errori dietetici, è un insicuro che assume l'atteggiamento
del cucciolo.
Per quanto riguarda i metodi correttivi, debbono essere adottate le stesse
tecniche del cane pauroso e timido .
| V |
Per molto tempo si è creduto che il cane avesse una visione in
bianco e nero, notando come ad esempio i cani guida per ciechi restassero
indifferenti alla differenza del rosso e del verde nei semafori e fossero
invece sensibile alla diversa posizione dei colori sugli stessi. Da ricerche
effettuate è stato dimostrato che tutto ciò non è
vero; i colori sono forse per loro meno intensi: nella retina dell'occhio
del cane i bastoncelli, che permettono la visione in bianco e nero in condizioni
di luce debole, sono soltanto maggiori dei coni, adatti per la visione
a colori. Il fatto che un cane nell'addestramento per la guida di ciechi
sia insensibile al cambiamento dei colori di un semaforo e sensibile invece
alla posizione degli stessi, risiede nel fatto che essi sono più
sensibili al movimento e meno al dettaglio. E' stato dimostrato che si
il padrone di un cane si trova ad una distanza di 300 metri da esso rimanendo
immobile, il cane non riesce a vederlo; se invece si trova a 2 chilometri
di distanza e fa dei segnali, l'animale può vederlo chiaramente.
I cani, come i gatti, posseggono nella parte posteriore dell'occhio uno
strato (tapetum lucidum) che permette loro di intensificare un'immagine
e di poter usufruire della luce qualora questa fosse debole. Questa particolarità
rende i loro occhi brillanti al buio.
Mentre il nostro campo visivo di 180 gradi, quello di un cane è
molto maggiore, anche se variabile in base alla conformazione del muso
ed alla posizione degli occhi. Un cane "standard" ha un'angolazione
visuale di 250 gradi, nelle razze dal muso affilato come i levrieri è
di 270 gradi, mentre in quelle dal muso schiacciato è più
limitata. Essi hanno dunque un campo visivo più ampio del nostro,
ma sono meno abili nel valutare le distanze.
Lo sguardo del cane è particolarmente espressivo. Esso può
costituire un vero e proprio linguaggio che rivela le sue intenzioni ed
il suo carattere: se fissandolo negli occhi egli li abbassa, vuol dire
che è insicuro, se li sposta da un punto all'altro significa che
ha paura e non gli siamo graditi, se invece non ci guarda mai, non siamo
riusciti a comprenderlo, se ci guarda francamente siamo riusciti ad instaurare
un giusto rapporto. La fissità dello sguardo del cane denota sicurezza,
sfida, dominanza e la ferma intenzione di mordere al minimo movimento.
Uno sguardo affettuoso, attento e denso di significati è una specie
di "guinzaglio psichico" che ci unisce al nostro migliore amico
in modo indissolubile.
| Z |
E' semplice insegnare ad un cane a "dare la zampa". Questo gesto a volte costituisce un linguaggio: il movimento dall'alto verso il basso della zampa anteriore che è come un "tastare l'altro" nel corteggiamento o nell'affettuoso invito al gioco, è lo stesso che il cucciolo compie nei confronti della mamma e degli adulti quale tenero atto di sottomissione.
Molto spesso i proprietari di cani, in occasione di zuffe, sono presi
dal panico: gridano (cosa che non fa che aumentare l'aggressività
dei contendenti identificando il grido come un incitamento), si agitano
(anche questo atteggiamento, rivelando l'ansia del padrone, accresce la
furia del litigio), tentano di por fine alla rissa tirando il guinzaglio
(inutile e dannoso perché se uno dei cani ha afferrato un altro
pur senza ferirlo, nello strattone potrebbe provocare seri danni ed aumentare
la reazione furiosa dell'altro).
Prima di lasciarsi andare ad isteriche manifestazioni occorre tenere presente
che il canicidio è rarissimo ed accidentale. Nonostante il baccano
uno dei contendenti prima o poi cederà, riconoscendo la superiorità
dell'altro farà atto di sottomissione. Per separare due cani che
litigano il sitema migliore è che i proprietari, contemporaneamente,
afferrino e tirino vigorosamente le zampe posteriori. Unica accortezza
è il sincronismo, poiché uno dei due contendenti potrebbe
avere l'opportunità di mordere l'altro trattenuto dal padrone. In
questo caso il cane bloccato per primo perderebbe la fiducia nel padrone.
Le lotte tra femmine sono solitamente più cruente di quelle dei
maschi. Esse sono spinte dall'istinto materno: anche se non hanno cuccioli
si comportano istintivamente come se li dovessero difendere.
I motivi di zuffe tra cani sono diversi: gelosia del padrone, mancanza
di socializzazione con i propri simili, dominanza rispetto al padrone,
esperienze di aggressione di altri cani, cagne in calore nei paraggi, esperienza
di "bulli" nella cucciolata, il possesso di un oggetto. Per correggere
un cane di questo tipo occorre usare gli stessi metodi adottati per il
cane iperprotettivo.
Clicca qui per leggere la sezione "Addestramento" di questo manuale.
Clicca qui per tornare alla Home Page del Centro Cinofilo "La Commenda"