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Era quasi l'alba quando si svegliò. Si alzò a sedere sul letto con la testa che
gli ronzava come se non avesse dormito affatto. Si chiedeva se Angy fosse
ancora viva. D'un tratto gli tornò alla mente che quella mattina sua madre
sarebbe andata via da quella casa. Aprì il cassetto del comodino. Prese la
moneta di Fred e restò a lungo ad osservarla. Due desideri li aveva già
esauditi: non ne restava che uno solo. All'improvviso udì il rumore delle ruote
di un'auto sulla ghiaia del vialetto. "E' la mamma che stà per andarsene!",
pensò. Non aveva molto tempo per scegliere: o la mamma, o Angy. Disperato
strinse la moneta in pugno. Stava per pronunciare il suo desiderio, quando
una voce maschile l'apostrofò: "Johnny!". John si voltò di scatto. A cavalcioni
sulla sedia dall'altra parte del letto vide Fred. "Non chiamarmi così anche tu!",
gli gridò lanciandogli contro la moneta che stringeva nel pugno. Fred la
schivò e l'afferrò al volo. "John," disse, "non devi mentire a te stesso. Sai che
la tua non è una scelta tra tua madre ed Angy. Tua madre ti ama e ti amerà
sempre e tu lo sai! Sai che non perderai mai il suo amore. Volerla accanto è
solo un tuo egoismo, un tuo personale desiderio di vivere con lei, Angy invece
sta morendo e forse la perderai per sempre. Non è tra tua madre e Angy, ma
tra te e Angy il vero dilemma! Scegli, non hai molto tempo!", gli disse serio
porgendogli di nuovo la moneta. John la prese lentamente, la strinse in
pugno e sussurrò tra i singhiozzi il suo terzo ed ultimo desiderio. Nello stesso
istante Fred scomparve.
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