Laguna al mare

 

Decidiamo che è ora che Laguna conosca il mare, quindi solo per Lei. scegliamo di passare qualche giorno nella casa che abbiamo al mare…

Oramai accetta i viaggi di buon grado, aspetta che apro il portellone dell’auto, sale in maniera sempre scomposta, ma con una certa agilità, in macchina siamo in quattro quindi io, F , A e Laguna.

Arrivati alla casa, capisce subito dov’è il suo posto in quel piccolo giardino, annusa l’aria in maniera diversa, in effetti, il mare è a 20 metri. Come sempre nei suoi casi di perplessità, cerca i miei occhi e mi parla:

"Mammà, che è sta puzza? Non facimm sorprese, io nella mia ciotola voglio polpettine di carne e non di merluzzo, che sia chiaro, i sofficini findus vedi di darli ai tuoi gatti adorati, o a qualche cane ricchione…  ma non a me! Mettiamo le carte ingoppa o tavolo.."

Dopo aver fatto tutte le sue precisazioni, comincia a perlustrare il posto, sente forse odori di altri ospiti passati, di lì. Mi vergogno un po’, ma, in effetti, sono tanti. Tra i miei cani passati, e quelli di mio padre, arriviamo ad un bel numero, ma come farle capire che lei è la migliore?

F. A. ed io cominciamo a prendere possesso della casa, era da circa un anno che mancavo, dalla scomparsa del padrone di casa, quindi eravamo io e le mie figlie. Un po’ guardinghe, come se entrassimo in un tempio. Camminavamo piano, ci chiamavamo in continuazione, come per accertarci dell’appoggio dell’altra. Le nostre narici, ricordavano quegli odori, sia A che F erano state lì da bambine, le sentivo respirare a pieni polmoni, vedevo i loro pensieri accavallarsi, cercavano il mio tono di voce, per capire il mio stato d’animo….

Con molto coraggio, entrarono in tutte le stanze, nel bagno, nella cucina, fecero tutti i movimenti che avrebbero in ogni caso fatto, aprirono il frigorifero. Quel movimento pieno d’attese, quella fioca luce che illumina i sapori che vorresti gustare, che vorresti ricordare.

Solo in una stanza vollero aspettare me, gironzolavano fuori la porta, come se si fosse potuta aprire da sola, non volevano che io c’entrassi da sola, quindi come due sentinelle, frementi per me, ma pronte a sorreggermi, aspettavano che io fossi entrassi.

Non volli farlo subito, volevo mettere la spesa a posto, i nostri vestiti in quei cassetti che avevano contenuto i loro pannoloni, le loro tutine, quando erano piccole; ricordare quel profumo particolare quando cercavo i loro vestitini e li trovavo lì come per magia, lavati e stirati dalla loro nonna.

I nostri movimenti erano lenti, come se cercassimo di rivivere e di non cancellare i ricordi di quel posto, le nostre orecchie indugiavano, ancora un po’ con i nostri respiri, convinte di sentire quella voce, dal timbro leggermente napoletano, che si emozionava sempre al nostro arrivo.

Laguna ci riportò alla realtà, cominciò a guaire, è incredibile come Lei senta le vibrazioni del nostro cuore, ci voleva con lei, ci voleva riempire d’abbracci, voleva distrarre e allontanare la nostra malinconia. Quel calore non trovato, ma ugualmente cercato era pronta lei a darcelo.

Decidiamo quindi di rimandare tutte le nostre prove, i nostri esami, e le nostre consapevolezze, decidemmo di presentare il mare a Laguna.

Laguna è una riflessiva, non si entusiasma facilmente è sempre composta, lei deve capire, prima come stiamo noi, poi pensa a lei e a quello che le succede attorno. Arriviamo in spiaggia, ma la sua attenzione è sempre rivolta a noi, ispeziona i nostri occhi, avvicina il suo enorme muso al nostro, vuole respirare e sondare i nostri sentimenti.

Il richiamo del mare è troppo forte, questa vasta immensità l’attira come una calamita, cammina con passo sostenuto fino alla riva, annusa, lecca e ci guarda:

" E che è sta novità? A cosa serve tutta quest’acqua se fa schifo a berla?"

Le spieghiamo che non serve per berla, ma per esplorarla, per immergersi in lei, per sentire la sua ninnananna di sera, per sentirsi abbracciati come quando eravamo nel grembo materno…

Laguna ci risponde:

" Ah, ma che sò tutte stè moine, ad abbracciarvi ci sono io adesso, io sono la vostra mamma, io vi riscaldo, che sono pure meno pericolosa, e meno salata".

Questo è il suo modo di aiutarci, ed è questo che cerchiamo da Lei.

Forse le nostre radici perdute….

una mastina

che ringrazia F. ed  A.

...di esserci